2005 December 01
Musica Jazz
"OREGON "Prime""
by Giuseppe Piacentino
Dopo trentacinque anni di esistenza e la scomparsa di una figura carismatica come Colin Walcott non si può davvero pretendere che Oregon abbia il piglio innovativo delle origini: ovvero quando, guardando all’Asia così come agli Indiani d’America, seppe prefigurare l’ondata della world music. Ma questo nuovo disco conferma anzitutto la longevità che c’è nella bellissima intesa fra i quattro musicisti. Per chi conosce un poco Oregon, “Prime” non dice nulla di autenticamente nuovo. Si tratta dell’ennesimo biglietto da visita di un gruppo che lavora molto sulla compattezza interna e crea piccole costruzioni di grande stabilità. E’ il caso di Hoedown, un gioco che ricorda certe pagine western di Jimmy Giuffre e che usa come materiali il poderoso basso di Moore e le percussioni. Ed è il caso del divertente Pepe linque (anche questo, non a caso, dovuto al geniale Moore), dove in un contesto country irrompono a sorpresa accenti di blues. Il ricorso a una strumentazione elettrica appare fortunatamente molto modesto e studiatissimo, dato che Oregon ha per sua natura un’anima acustica che lo colloca sul crinale fra il jazz e la new age. In qualche brano, come Dorff e Mountain King, c’è in pieno lo smalto dei tempi migliori: sono brani precisi come equazioni matematiche ma di grande immediatezza.
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