2005 October 03
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"Prime"
by Fabio Ciminiera
Prime festeggia il tentacinquesimo anniversario degli Oregon e, in un certo senso, rappresenta con fedeltà le ragioni e le evoluzioni del gruppo statunitense. Gli aspetti acustici, il passaggio, vissuto in modo personale, attraverso gli anni della fusion, le riscoperte etniche e certi accenti della musica tradizione italiana, nazione che da anni ospita Ralph Towner e vede Paul McCandless protagonista di collaborazioni e concerti.
Gli aspetti primari di questo disco sono proprio nel ripercorrere i punti salienti di una identità musicale, vissuta attraverso la scrittura e le commissioni, vissuta attraverso la gioia di suonare insieme e guardare alla evoluzione continua del gruppo, come viene riportato sulla copertina del disco.
Il centro focale di Prime è, forse, nella Monterey Suite, commissionata al gruppo dal festival jazz di Monterey. Una struttura aperta ad accogliere le voci tipiche e nuove del gruppo, la tensione narrativa, una struttura musicale che si muove per definire nuove possibilità all'interno di un vocabolario consolidato e riconoscibile. I suoni di solisti come Ralph Towner e Paul Mc Candless trovano negli Oregon una collocazione perfetta, che proviene dalla consuetudine e dalla reciproca conoscenza, dall'affiatamento dei solisti con la sezione ritmica. La capacità di spostare con naturalezza l'accento da sonorità acustiche a quelle elettriche, l'inserimento della chitarra classica in Tammurriata, del pianoforte in An open door, il passaggio dalla batteria alle percussioni, le possibilità espressive dei diversi fiati utilizzati da Paul Mc Candless, colori sempre diversi ed efficaci, la sensibilità della ritmica, in grado di seguire senza indugio le intuizioni dei solisti.
L'impasto dei suoni, le sovrapposizioni degli strumenti sono la qualità che maggiormente emerge nello scorrere delle tredici tracce di Prime: una dimensione che attrae e culla sin dalle prime note, che riesce nello svolgere la narrazione del disco e che, soprattutto, riesce a giustificare, a collocare, ogni elemento, di scrittura e sperimentazione, di suono e inventiva, che i quattro musicisti dispongono nel lavoro. E, come conferma di questo, è la capacità di sintesi e di lettura che gli Oregon riescono a proporre: riuscire a incanalare nella propria esposizione di un genere, ad esempio in An open door che si rifà ad atmosfere fusion tipiche degli anni '80, in poche note tutto quello che deve esserci per connotare il brano e poter, quindi, definire la propria intenzione musicale con autorevole personalità, riuscire, indefinitiva, a delineare senza difficoltà la linea narrativa che lega i diversi brani che compongono Prime. Linea narrativa che rende il disco unitario anche quando viene sviluppata in tracce che nascono anche a partire da spunti ed emozioni differenti tra di loro, con l'ausilio di strumenti che variano la composizione del gruppo e il suono dei vari episodi del disco.
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